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Sabato, 2 Luglio 2022
Verbano Cusio Ossola

Mottarone, un anno fa la tragedia: oggi è il giorno del ricordo

Doppia cerimonia lunedì 23 maggio sulla vetta del Mottarone per ricordare, insieme ai parenti delle vittime, le 14 persone che hanno perso la vita nel tragico incidente

E' passato un anno dal 23 maggio dello scorso anno, quando la cabina numero 3 della funivia del Mottarone si è schiantata al suolo, provocando la morte di 14 persone. Un solo sopravvissuto, il piccolo Eitan, che nel tragico incidente ha perso i genitori, il fratellino di 2 anni e i bisnonni.

Oggi, lunedì 23 maggio, a un anno esatto dalla tragedia che ha scosso non solo la comunità di Stresa, ma di tutto il territorio del Lago Maggiore e del Lago d'Orta, con due cerimonie sono state ricordate le 14 vittime della tragedia ed è stata chiesta, ancora una volta, giustizia per un incidente che si sarebbe potuto evitare.

Nei pressi del luogo in cui è precipitata la cabina della funivia, è stato inaugurato il cippo in ricordo di coloro che hanno perso la vita sul Mottarone: una semplice lapide in pietra locale su cui sono stati incisi i nomi delle 14 vittime. Alla cerimonia hanno preso parte, oltre al sindaco di Stresa Marcella Severino, anche il presidente della Regione Alberto Cirio, l'assessore regionale Matteo Marnati, i sindaci dei comuni della zona, la procuratrice della Repubblica presso il tribunale di Verbania Olimpia Bossi, autorità, soccorritori, forze dell'ordine, e i familiari delle vittime, tra cui anche Aya Biran-Nirko, la zia del piccolo Eitan.

Cippo ricordo vittime Mottarone_23Maggio2022-2

"Le famiglie Biran e Biran Nirko sono in lutto anche oggi per la scomparsa dei propri amati parenti - ha detto l'avvocato della famiglia paterna del piccolo Eitan Emanuele Zanalda, presente alle cerimonie - . Le famiglie sono sicure che le indagini penali in corso raggiungeranno le conclusioni nel miglior modo possibile ed emergerà finalmente la verità. Le famiglie infine richiedono di mantenere la privacy per permettere loro di gestire una vita il più possibile normale in queste circostanze anomale". 

"Eitan è con noi nei nostri cuori e nei nostri pensieri. Continueremo a lottare per lui perché cresca in Israele, la sua casa naturale, casa della sua famiglia, luogo di sepoltura dei suoi genitori e del fratellino", sono invece le parole della famiglia materna del piccolo Eitan, diffuse con una nota dal portavoce Dagi Solomon.

"Fare giustizia è doveroso - ha detto la sindaca di Stresa Marcella Severino - la città di Stresa lo chiede con forza e vi abbraccia tutti".

"È trascorso un anno dalla tragedia della funivia del Mottarone - ha commentato il presidente della Regione Alberto Cirio - che ha strappato la vita a 14 persone e stravolto per sempre quella delle loro famiglie. La giustizia non può riportare indietro chi non c’è più. Ma è un dovere e la chiediamo con forza".

Mottarone, un anno dopo la tragedia: le immagini della commemorazione

La mattinata si è poi conclusa alla chiesa della Madonna della Neve, dove è stata celebrata la messa in suffragio delle vittime: "In un attimo, in un istante, quella domenica di Pentecoste di un anno fa è diventata tragicamente un bagno di sangue, una Babele segnata da sangue innocente. Oggi - ha detto il parroco don Gianluca Villa nella sua omelia - è doveroso celebrare su questo monte, in questa chiesa, questi fatti, questa memoria, viva e accesa, di ciò che è accaduto il 23 maggio, memoria che deve diventare al più presto genialità responsabile per risposte inedite, giuste, per l'oggi e il domani dei parenti, per l'oggi e il domani del Mottarone. Questa terra, anche se ci fa male lo dobbiamo dire, è intrisa di sangue innocente. Per favore, in nome delle lacrime di questi parenti e in nome di Dio teniamo i piedi per terra per individuare volti, manovre, scelte scellerate e irresponsabili portate avanti non da fantasmi del Mottarone ma da precise persone. Che si possa udire al più presto un grido che fori il cielo, che dica 'Giustia è stata fatta'. Una mancata giustizia sarebbe un diabolico freno a mano contro la speranza e un cazzotto allo stomaco per tutti coloro che credono e lottano per la giustizia. Celebrazioni come queste sono giornate dove vengono riaperti di colpo e con violenza tutti quei cassetti del cuore ricolmi di dolore, di ferite ancora sanguinanti e forse anche di tanta rabbia".

Il 23 maggio del 2021 la tragedia

Domenica 23 maggio, poco dopo mezzogiorno, è accaduto quello che nessuno avrebbe mai pensato potesse accadere: la cabina numero 3 della funivia del Mottarone è precipitata al suolo, in un tratto boschivo. Immediato l'allarme e sulla montagna tra i due laghi sono intervenuti i soccorsi e le forze dell'ordine, che si sono trovati davanti uno scenario terribile. Dei 15 passeggeri, per 14 non c'è stato niente da fare; si è salvato soltanto il piccolo Eitan, che si trovava sulla funivia con i genitori, Peleg Tal e Biran Amit, con il fratellino Biran Tom e con i bisnonni Cohen Konisky Barbara e Cohen Itshak.


 

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