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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Attualità

L'altra Novara in piazza: in 300 contro la strumentalizzazione della Shoah dei No Green pass

Presidio in piazza Gramsci della Comunità Ebraica e della Comunità di Sant'Egidio

Più di 300 novaresi sono scesi in piazza per dimostrare che la città che è apparsa su tutti i media nazionali negli scorsi giorni non è la vera Novara.

Una partecipazione nutrita alla manifestazione organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio e dalla Comunità Ebraica, che martedì sera hanno riunito moltissimi novaresi per mostrare il vero volto della città. Una risposta al corteo di sabato scorso, quando un gruppo di manifestanti contro il Green pass ha pensato di sfilare con pettorine a righe e filo spinato in mano, a richiamare i deportati nei lager nazisti. "Vorrei ringraziare la società civile, che a Novara e non solo ha manifestato in maniera forte il proprio sdegno e che rappresenta l’humus necessario sul quale far crescere l’antidoto al virus dell’ignoranza di fatti storici e del mancato e dovuto rispetto nei confronti delle vittime dei lager - ha commentato la presidente della Comunità Ebraica di Vercelli, Novara, Biella e Vco Rossella Bottini Treves -. Chi protesta non ha il diritto di distorcere e far propri simboli che appartengono oggi all’intera società civile: non si può accostare una tematica come quella del Green Pass a quella del filo spinato dei lager, perché chi non sa e non ha compreso commette un’ulteriore violenza nei confronti delle vittime. Sicuramente nessuno deve
fare l’errore di avere atteggiamenti di odio, ma su una questione tutti dobbiamo essere inflessibili: la Storia, la dignità e il rispetto del nostro prossimo devono essere al primo posto, sempre".

Intanto rischia la sospensione dal lavoro l'organizzatrice della manifestazione di sabato Gusy Pace, infermiera all'ospedale Maggiore di Novara, già sospesa dal sindacato Fsi-Usae, di cui era una dirigente locale. "Nel comportamento della nostra dipendente, tra l’altro stigmatizzato anche dal suo sindacato di riferimento, rileviamo un grave danno d’immagine nei confronti dell’Aou. Valuteremo nei prossimi giorni se e quali provvedimenti adottare" ha detto il direttore generale dell'ospedale Maggiore Gianfranco Zulian.

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